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Vademecum del viaggiatore, il miglior compagno di viaggio è a 4 zampe.

Prima di preparare i bagagli è necessario verificare che ci siano le condizioni ideali per garantire ai nostri cani e gatti il massimo della tranquillità durante le vacanze.

VADEMECUM DEL VIAGGIATORE:

  1. QUALI DOCUMENTI PORTARE? È importante organizzarsi per tempo ed evitare di ridursi all’ultimo momento per la preparazione dei documenti di viaggio dei nostri animali. Sarà necessario il passaporto europeo se avete in programma un viaggio fuori dall’Italia o il libretto sanitario se rimanete nel territorio nazionale. Il passaporto va richiesto almeno un mese prima della partenza e va accompagnato dalle relative vaccinazioni, in particolare quella anti-rabbica, vaccino non obbligatorio in Italia ma richiesto per attraversare quasi tutte le frontiere europee. Per i viaggi fuori dall’Europa, il consiglio è quello di visitare il sito dell’Ambasciata del Paese di destinazione per sapere cosa serve, soprattutto per quanto riguarda la profilassi contro filaria e leishmaniosi nelle zone a rischio. In ogni caso, occorre procedere con un’adeguata profilassi se si va in zone esposte e contro parassiti come pulci e zecche, con i classici prodotti ‘spot on’ o i collari disponibili in commercio.

 

  1. QUALE MEZZO SCEGLIERE: L’auto resta il mezzo di trasporto preferito dai padroni e dagli animali. Anche per l’auto però ci sono delle regole: è d’obbligo trasportare il cane separato dall’abitacolo attraverso l’apposita rete mentre per i gatti devono essere previsti gli appositi trasportini. Per quanto riguarda gli altri mezzi di trasporto le regole cambiano da compagnia a compagnia che si tratti di aereo o di nave e conviene informarsi con un po’ di anticipo soprattutto per quanto riguarda i documenti di viaggio necessari. Per l’aereo se si tratta di un cane di taglia grande verrà tenuto in stiva quindi non sotto il nostro controllo. Per animali che non sono abituati a viaggiare occorre prepararli con piccoli tragitti di prova per ridurre la paura. Per limitare i problemi di nausea la partenza dovrebbe avvenire a stomaco vuoto o dopo un pasto molto leggero da somministrare almeno un’ora prima di mettersi in viaggio. Il consiglio è quello di fare delle pause ogni 2 o 3 ore e di portare con se dell’acqua fresca.

 

  1. DOVE ANDARE: Occhio al veterinario. Una volta giunti a destinazione, “è buona norma” trovare lo studio veterinario più vicino soprattutto in caso di emergenza

    Spiagge a misura di cane. Esistono della spiagge aperte ai cani ma è meglio sempre evitare le ore più calde preferendo le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio. È importante bagnare spesso il cane per evitare  colpi di calore viste le alte temperature. Particolare attenzione ai soggetti cardiopatici.

 

  1. COSA FARE PRIMA DELLA PARTENZA E COSA PORTARE: da non dimenticare, la visita veterinaria prima di partire per le vacanze per essere sicuri che gli animali domestici siano in salute e per verificare se sia o meno necessario portare con sé medicinali o alimenti specifici in vacanza.

 

Qui in elenco una breve guida di farmaci da portare in vacanza. Evitare cure “fai da te” ma chiedere sempre il parere del medico veterinario. 

 

  • Farmaci che assume abitualmente: fate il conto dei giorni di terapia e preparate una scorta adeguata per tutto il periodo. Portate una confezione di scorta ed eventualmente una prescrizione del farmaco.
  • Antibiotico ad ampio spettro: da dare sempre e solo dopo aver consultato un veterinario anche telefonicamente
  • Antiemetico: per prevenire o calmare il vomito
  • Antidiarroico e fermenti lattici: in caso di diarrea
  • Antiparassitari: prevedete di portare una dose di scorta nel caso in cui il giorno in cui dovete applicarlo nuovamente coincide con un giorno di vacanza. Il prodotto va applicato sempre su pelo sporco quindi avere l’accortezza di evitare bagnetti almeno 4 giorni prima o dopo l’applicazione.
  • Acqua ossigenata: potrebbe essere utile per un duplice scopo, non solo per disinfettare eventuali ferite, ma anche per indurre il vomito nel cane in caso di un sospetto avvelenamento. (contattare sempre prima il veterinario)
  • Garze, cerotti e bende
  • Cortisone: in caso di reazioni allergiche, punture d’insetto
  • Gocce auricolari: per evitare l’insorgere di otiti molto frequenti dopo il bagno al mare soprattutto quando le orecchie restano umide. Particolare attenzione alle razze predisposte (ad esempio razze con orecchie pendule)
  • Gocce oculari: in caso di arrossamenti
  • Confezioni di cibo abituale: i nostri animali non tollerano i bruschi cambi di alimentazione quindi è buona norma portarsi una scorta adeguata del cibo abituale.

 

Alessandra Ferrara

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Articoli, FAQ

La dilatazione gastrica ! quali sono i sintomi clinici ?

In alcuni casi determinati sintomi possono addirittura comparire qualche giorno prima: il cane può essere “stranamente” nervoso, agitato e si guarda frequentemente il fianco. I sintomi caratteristici generalmente insorgono poco tempo dopo il pasto: il cane si agita, cerca di vomitare senza riuscirci, ha un abbondante salivazione (scialorrea), l’addome inizia a distendersi, fino a raggiungere dimensioni notevoli, il cane diventa sempre più abbattuto sino a collassare completamente, i lamenti sono frequenti per il dolore, la respirazione è rapida e superficiale.

NON  SI DEVE PERDERE TEMPO: bisogna caricare l’animale in auto e recarsi dal proprio veterinario o al pronto soccorso da questi consigliato in caso di sua assenza.

COME INTERVIENE IL VETERINARIO: prima stabilizza il cane e poi risolve la torsione chirurgicamente.

Stabilizzazione: appena il cane entra in ambulatorio ci si accerta che sia veramente una torsione e se le condizioni del cane non sono critiche si esegue un esame radiografico per confermare la diagnosi, altrimenti si impianta immediatamente un ago sul fianco nel punto di massima tensione per fare uscire il gas; se possibile, contemporaneamente, un aiuto predispone i due arti anteriori ed essere incannulati e si inizia quindi a somministrare grandi quantità di soluzioni bilanciate in vena (es. in un cane di 40 kg. 3,2 litri nella prima ora). Ritornando al primo operatore, nel momento in cui lo stomaco si sarà sgonfiato, l’animale viene posto in anestesia, e si somministra ossigeno; a questo punto, passati più o meno 10 minuti da quando il cane è entrato in clinica, si passa a svuotare lo stomaco introducendo una sonda gastro-esofagea del maggior diametro possibile; spesso questa non riesce a passare proprio per le numerose spire che si sono create all’ingresso dello stomaco per la torsione: a questo punto il veterinario deve fare una manovra che consiste nell’afferrare il cane dietro le orecchie e sollevarlo di modo che sia sospeso per tutta la sua lunghezza e con tutto il peso; questa manovra contribuisce nella quasi totalità dei casi a permettere la penetrazione della sonda nello stomaco consentendo una normale lavanda gastrica con acqua tiepida ed olio di vaselina, fino a che lo stomaco non sarà completamente pulito. Adesso noi abbiamo un cane che ha risolto una buona parte dei suoi problemi quindi, se l’animale è “stabile”, che vuol dire che la sua pressione sanuign è ritornata buona ed il ritmo cardiaco è abbastanza normale (sarebbe sempre opportuno eseguire un elettrocardiogramma), possiamo pensare alla chirurgia per riposizionare lo stomaco. Fino a poco tempo fa si consigliava di entrare in chirurgia dalle sei alle dodici ore dopo la lavanda gastrica, mentre oggi la tendenza è di andare in chirurgia appena l’animale è stabilizzato.

Riposizionamento e fissazione (gastropessi): con le dovute precauzioni anestetiche, il cane viene operato, lo stomaco rimesso nella sua posizione originaria così come la milza; se parte della parete dello stomaco è necrotica questa viene asportata, quindi si procede alla fissazione dello stomaco sul fianco destro. Ciò si ottiene con varie tecniche, ma la cosa fondamentale è che si faccia obbligatoriamente, in quanto ci sono alte probabilità di recidive. E’ dimostrato che la tecnica della gastropessi circumcostale è l’unica che non altera la motilità gastrica.

FAQ

Che cos’è l’allergia ambientale?

L’allergia ambientale è una patologia molto complessa di natura pruriginosa chiamata anche dermatite atopica ed il cane oggi è riconosciuto come il miglior modello per capire la dermatite atopica che si sviluppa anche in umana. La condivisione degli stessi spazi e l’aumento di sostanze allergizzanti nell’ambiente ha fatto si che anche il cane ed il gatto hanno sviluppato questa patologia prima conosciuta solo nell uomo. Le sostanze allergizzanti più comuni sono gli acari della polvere ma anche i pollini di alberi e piante come le graminacee. Per capire a quale tipo di sostanza il nostro amico è allergico esistono diversi test in particolare quello più attendibile è il test di intradermoreazione ma anche alcuni esami sul sangue si sono rivelati attendibili. Il test di intradermoreazione si basa sullapplicazione di questi allergeni direttamente sulla pelle del nostro amico attraverso una piccola puntura e la valutazione immediata della reazione nel punto di somministrazione. Questo test è molto importante per preparare il vaccino appropriato per il nostro amico che lo aiuterà nel tempo a non sviluppare più la reazione allergica nei confronti delle sostanze che sono comunemente presenti nellambiente e che quindi impossibili da evitare

FAQ

Che cos’è l’allergia alimentare?

L’allergia alimentare deve essere distinta dall’intollerenza alimentare. Entrambe le patologie possono colpire anche i nostri amici ma è importante attraverso l’aiuto del medico veterinario distinguerle per dare la terapia alimentare più appropriata. Per quanto riguarda l’allergia alimentare, il cane ed il gatto possono sviluppare una reazione allergica ad un determinato alimento, difficilmente questa si manifesta con lo shock anafilattico che invece più frequente nell’uomo. Molto spesso i nostri amici posso sviluppare un prurito intenso, per questo importante capire prima l’origine del prurito e successivamente cambiare l’alimento senza fare numerosi tentavi che molto spesso si rivelano inconcludenti.

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Che cos’è l’allergia alle pulci?

L’allergia alle pulci meglio conosciuta come allergia al morso delle pulci, si manifesta con prurito ed presente anche quando questi parassiti non sono presenti sul mantello. importante ricordare che le pulci non vivono la maggior parte della loro vita sul mantello dei nostri amici, ma nell’ambiente, inoltre sono dei parassiti molto resistenti e l’ambiente domestico permette loro di sopravvivere anche tutto lanno, per questo è importante proteggere sia il cane che il gatto ogni mese. La saliva delle pulci contiene delle sostanze che possono essere molto allergizzanti e quindi attraverso il morso può verificarsi nel tempo lo sviluppo di questa allergia in alcuni soggetti. Le pulci non sono responsabili solo di allergia ma possono trasmettere ai nostri amici anche alcune malattie infettive per questo motivo anche importante la prevenzione con i prodotti antiparassitari.

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Malattie renali nel gatto

I gatti anziani spesso possono soffrire, in modo più o meno grave, di una patologia nota come Insufficienza renale.Tale patologia può svilupparsi anche in cani o in gatti giovani,sia in forma acuta che cronica, in seguito a infezioni, ingestione di tossici, malattie infettive e altre evenienze, ma la sindrome da insufficienza renale cronica del gatto anziano, vista la sua frequenza di riscontro, merita una particolare attenzione.

E’ importante sottolineare come l’insufficienza renale cronica possa svilupparsi nel corso delle settimane o dei mesi; risulta quindi chiaro come una diagnosi precoce possa essere di ausilio per garantire al nostro pet le cure del caso PRIMA che le conseguenze siano irreversibili.

I segni significativi sono prevalentemente una perdita di peso progressiva, aumento della frequenza dell’urinazione ,aumento della sete, tutti segnali che dovranno funzionare da campanello d’allarme per il proprietario.

Il medico veterinario, grazie alla visita clinica e a periodici esami delle urine e del sangue, potrà indirizzarvi verso una diagnosi precoce e, nel caso in cui venissero evidenziati riscontri di laboratorio, una terapia mirata allo stadio dell’insufficienza renale del gatto.

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Ostruzione delle vie urinarie

L’ostruzione delle basse vie urinarie può colpire sia i cani che i gatti, anche se l’incidenza dei gatti colpiti è di gran lunga superiore a quella dei cani.

Le cause più frequenti di ostruzione delle basse vie urinarie sono i calcoli, di diversi tipi possibili, ma il risultato è comunque l’ostruzione parziale o totale delle vie urinarie.

I soggetti di sesso maschile sono sicuramente i più predisposti a questo tipo di problematica.

Nel CANE la localizzazione più frequente è in vescica o in uretra, e spesso gli animali colpiti presentano tracce di sangue nelle urine, dolore alla minzione e frequentemente dolore addominale. La mancata urinazione da parte del vostro cane deve essere sempre interpretata come un segno di urgenza.

Con la visita clinica il medico veterinario potrà essere in grado di emettere diagnosi di ostruzione urinaria e decidere per la terapia idonea.

Nel GATTO la sindrome da ostruzione delle basse vie urinarie (o FLUTD- Feline Lower Urinary Tract Disease) è una patologia di frequente riscontro.

Il proprietario spesso nota che il gatto si lecca frequentemente i genitali, va nella cassettina senza però emettere urina, ha il pene eretto e congesto; in un secondo momento i danni, che inizialmente erano limitati all’uretra, si aggravano con lesioni a carico della vescica (che è repleta di urina, quindi le sue pareti saranno sovra distese e perderanno, man mano che prosegue l’ostruzione, la capacità di contrazione delle fibre muscolari); in un’ulteriore fase iniziano ad esserci i danni renali conseguenti all’ostruzione, e tutta la sintomatologia ad essi correlata (letargia, forte abbattimento, vomito, diarrea, fino ad arrivare al coma)

E’ importante far intervenire il più tempestivamente possibile il medico veterinario, per eliminare (ove possibile) l’ostruzione uretrale e per instaurare immediatamente una terapia intensiva atta a ristabilire gli squilibri metabolici ai quali è andato incontro il nostro gatto.

Successivamente alla risoluzione dell’episodio ostruttivo andranno individuate le cause alla base del problema e saranno probabilmente necessari controlli periodici delle urine e di alcuni parametri ematici, non che l’instaurazione di una adeguata terapia alimentare e/o farmacologica al fine di prevenire una recidiva del problema; nel caso in cui le terapie mediche dovessero fallire, e dovessero quindi ripetersi nel tempo ulteriori episodi di ostruzione uretrale, si renderà necessario un intervento chirurgico volto alla risoluzione del problema (uretrostomia).